22 Gennaio 2026
Vino, Coldiretti Brescia: comparto da 434 milioni di euro, export in crescita e focus su innovazione e sostenibilità

Laura Facchetti: “dati positivi per la viticoltura bresciana, ma servono semplificazione, tutela delle denominazioni e politiche più rapide per sostenere la competitività delle imprese"

 

Si è svolta ieri, mercoledì 21 gennaio, presso l'azienda agricola Barone Pizzini a Provaglio d’Iseo (BS), la consulta vitivinicola di Coldiretti Brescia, appuntamento dedicato all’analisi dei dati di settore, dei trend di mercato e delle prospettive della vitivinicoltura bresciana. All’incontro ha partecipato Diana Lenzi, referente nazionale Coldiretti per il settore vino, portando il quadro nazionale e le principali linee di lavoro della Confederazione su tutela del reddito, sostenibilità, competitività e promozione delle denominazioni.

La provincia di Brescia si conferma un polo vitivinicolo di primo livello in Lombardia e in Italia: 6.519 ettari di superficie vitata rivendicata a DO e IG, una produzione totale a denominazione di 639.669 quintali di uva nel 2024 e un valore economico complessivo del comparto che supera i 434 milioni di euro. Un sistema fondato su 14 denominazioni di forte identità – Franciacorta DOCG e Lugana DOC in testa – e su un tessuto produttivo che punta con decisione su qualità, sostenibilità e innovazione.

L’apertura dei lavori a cura di  Silvano Brescianini, vicepresidente Coldiretti Brescia e  Andrea Repossini direttore di Coldiretti Brescia -  che hanno richiamato il valore strategico del settore per l’economia agricola bresciana e la necessità di continuare a rafforzare la filiera, dalla vigna al mercato.  In particolare Silvano  Brescianini ha evidenziato le criticità che il settore vive, in particolare sull'eccesso di burocrazia e sulla necessità che le istituzioni pubbliche trovino quella necessaria velocità nell'assistere aziende e Consorzi nella rincorsa ai mercati che sempre più rapidamente si evolvono.

Nel corso degli interventi tecnici, Simone Frusca, responsabile area tecnica di Coldiretti Brescia e settore vitivinicolo,  ha presentato una panoramica del settore del vino bresciano, evidenziando la stabilità produttiva e la capacità di tenuta del comparto. La vendemmia 2025 si colloca infatti su livelli elevati, in linea con le migliori annate recenti, con una crescita di circa +4% rispetto all'anno precedente e +8% rispetto alla media degli ultimi sette anni. Sul fronte mercato, si registra un quadro complessivamente stabile: volumi in lieve flessione (circa -3%), mentre il prezzo medio mostra segnali di tenuta e crescita (prezzo bottiglia +0,7%), con prezzi delle uve in lieve aumento.

Ampio spazio è stato riservato anche al tema dell’export, motore fondamentale per le principali denominazioni: Franciacorta e Lugana trainano la domanda sui mercati esteri, consolidando il posizionamento del vino bresciano in Europa, in particolare Germania seguita da UK e Svizzera, e negli Stati Uniti.

A seguire, Massimiliano Perazzoli, dottore agronomo dello Studio Agralia, ha illustrato il progetto nato in collaborazione con Coldiretti Brescia dal titolo “viticoltura di precisione con utilizzo di droni (VPUD)”, finanziato nell’ambito della misura del PSR attuata da Regione Lombardia. Un’iniziativa che punta a rendere il lavoro in vigneto sempre più efficiente e sostenibile grazie a strumenti di supporto decisionale e monitoraggio avanzato, con l’obiettivo di ottimizzare gli interventi, ridurre sprechi e impatti, e aumentare la capacità di risposta ai cambiamenti climatici e alle nuove esigenze del mercato.

Nel suo intervento, Diana Lenzi referente nazionale Coldiretti per il settore vino, ha sottolineato l’importanza di rafforzare la competitività della vitivinicoltura italiana attraverso politiche capaci di valorizzare la qualità, garantire trasparenza e contrastare le pratiche sleali, sostenere l’export e accompagnare le imprese nella transizione sostenibile. Un focus particolare è stato dedicato al ruolo delle denominazioni, alla necessità di proteggere l’identità dei territori e al valore delle scelte produttive responsabili, oggi sempre più richieste dal mercato.

Le conclusioni sono state affidate a Laura Facchetti, che ha rimarcato il ruolo della Consulta come luogo di confronto concreto con le aziende e con i rappresentanti della filiera: un momento utile per condividere dati e strategie, ma anche per mettere a fuoco le priorità del prossimo periodo, tra cui promozione, tutela delle DOC, innovazione, semplificazione e supporto agli investimenti orientati alla sostenibilità.

«La vitivinicoltura bresciana è una delle eccellenze più forti della nostra agricoltura - precisa Laura Facchetti presidente di Coldiretti Brescia - oggi dimostra solidità e capacità di innovare, ma senza semplificazione burocratica, tutela delle DOC e strumenti concreti per l’export rischiamo di rallentare proprio nel momento in cui il mercato chiede velocità, qualità e identità".

La vitivinicoltura bresciana si conferma un comparto dinamico e resiliente, con prospettive positive soprattutto sui mercati esteri, ma con alcune criticità da affrontare: la contrazione del mercato interno e la necessità di rafforzare strumenti di promozione e tutela, valorizzando sempre di più l’unicità dei territori e il lavoro delle imprese.

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